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Silvio Gottardi e il Circolo Mandolinistico Trentino (1896-1910) Mirko Saltori

Silvio Gottardi e il Circolo Mandolinistico Trentino (1896-1910)

Mirko Saltori

Published 2003
ISBN :
247 pages
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 About the Book 

un volume riservato a Silvio Gottardi e il Circolo mandolinistico Trentino (1896-1910) edito dalla prestigiosa Società di Studi Trentini di Scienze Storiche e firmato da Mirko Saltori, che aggiunge un capitolo significativo all’attenzione che ilMoreun volume riservato a Silvio Gottardi e il Circolo mandolinistico Trentino (1896-1910) edito dalla prestigiosa Società di Studi Trentini di Scienze Storiche e firmato da Mirko Saltori, che aggiunge un capitolo significativo all’attenzione che il Trentino (forse in virtù di un interesse consolidato alle tradizioni locali) da alcuni anni dedica al mandolino con concerti, convegni e concorsi internazionali localizzati ad Ala, terra di un nome illustre per il mondo del plettro, ossia Giacomo Sartori.Dalla Vallagarina parte anche il Saltori - giovane laureato in discipline storiche, collaboratore dell’Archivio Provinciale di Trento nonché appassionato mandolinista - salvo poi approdare a Trento per la sua ricerca musicale concentrata puntigliosamente sui 14 anni compresi fra il 1896 e i 1910, su uno specifico attore Silvio Gottardi e su precise comparse ossia il Circolo mandolinistico. Non si creda però che tale imbuto verso la microstoria coincida con la povertà di contenuti o risultati: anzi il microscopio di Saltori, che sin dalle prime pagine dimostra un’autentica passione per la ricerca bibliografica ad ampio raggio, motivando di documenti ogni affermazione, diventa infine una lente d’ingrandimento proprio sul periodo cruciale in cui il Trentino, alle soglie della conquista ufficiale di una identità italiana, si proponeva musicalmente in vesti internazionali esportando in tutto il mondo gli organetti Galvan della Valsugana o Giuliani di Mori, le melodie del Sartori, le armonizzazioni della SAT e contribuendo alla ricerca grazie al lavoro sull’iconografia musicale di Disertori e sull’organologia di Renato Lunelli. Prodotti non casuali, germogliati dall’abituale frequentazione con la cultura mitteleuropea, democraticamente frutto di una base, di una materia prima costituita dall’associazionismo culturale mai così fervido ed effervescente.Dunque qui, all’interno di questi sodalizi spontanei - cori, bande, società sportive, filodrammatiche - dediti all’organizzazione del tempo libero, Saltori colloca la pratica del mandolino cominciando con un saggio dedicato al fenomeno dell’associazionismo musicale in Italia e nel Trentino aggiornatissimo quanto a bibliografia disponibile e da cui si evince - proprio per la capillarità della distribuzione - l’importanza sociale, didattica e divulgativa (anche di idee non solo musicali) di tali organismi associativi. Risolto il contesto, Saltori cerca una risposta al successo dello strumento a plettro che tornava in auge dopo gli aristocratici usi dell’antichità e le dimenticanze ottocentesche salvo rientrare nuovamente nell’ombra dopo il 1940: la tecnica abbordabile, il costo contenuto, un repertorio orchestrale facile e gradevole cui l’editoria forniva continui spunti con autori anche trentini.Quindi il volume ricostruisce dettagliatamente la biografia di Silvio Gottardi, esemplarmente proiettata verso il principio individuationis tipicamente ottocentesco: ovvero mentre nel secolo XVIII il governo della storia si consolidava per famiglie (i Thun, i Consolati, i Trentini ecc.), il secondo Ottocento passava il testimone alle singole persone: non solo Cesare Battisti o Cesare Scotoni, ma anche Emiliano Rossi, Carlo Dordi, Antonio Piscel, Giovanni Pedrotti ecc.Persona non comune Silvio Gottardi: figlio di un fornaio di Lavis divenne un affermato esercente, avviando una fiorente attività commerciale nel settore della musica (il noto negozio di via San Pietro) dal 1894. Militante liberale pagava duramente, con la sua famiglia, l’impegno politico e sociale subendo dapprima le persecuzioni dell’Austria quindi quelle del scismo. Creativo, generoso e dinamico trasformava il suo negozio in punto di riferimento per i dilettanti cittadini, firmava melodie famose come l’Aquila di Trento, stampava canzoni poi mitiche come Katzenau di Sartori e diventava il principale animatore del primo Club circolo mandolinistico trentino, lasciando poi il posto al Club Armonia. Per più di un decennio, a cavallo fra ’800 e ’900, scrive Saltori, il Circolo Mandolinistico Trentino rappresentò con la Banda Cittadina ed il Corpo Corale il più popolare e seguito complesso musicale. Concerti in teatri o in birrerie, serate danzanti, concorsi, decine e decine di esibizioni con lo scopo sì di rallegrare le più articolate situazioni sociali (palestre, giardini pubblici, raduni politici, pranzi ecc.), ma soprattutto di educare musicale il popolo: questo fu il compito del Circolo mandolinisti di Trento realizzato anche attraverso un’apposita scuola di musica. Al di là dell’indubbio interesse musicale, Mirko Saltori, in sintesi, attraverso la figura di Silvio Gottardi offre il ritratto di un modo concreto di fare e intendere la politica, rivolto concretamente alle persone, ai loro bisogni, alla qualità della vita.